Cosa significa associare

la prevenzione dentale

alla disabilità?

 

Dal 2018 sono la Responsabile volontaria del progetto di Igiene e prevenzione orale nell’ambito del progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) della Regione Lombardia, in collaborazione con Anffas Vallecamonica. La sede operativa dell’iniziativa è Darfo Boario (Bs), presso la Casa di Comunità.

Un piccolo aneddoto riguardo la scelta di far parte di questo progetto: qualche tempo prima era mancato mio zio, che faceva parte di quella categoria di amici di famiglia il cui legame è talmente stretto da chiamarlo così. Mio zio era affetto da sclerosi multipla e i miei ricordi con lui, fin da quando ne ho memoria, sono legati a me, lui e alla carrozzina che utilizzava per spostarsi.

Per una bambina era fonte di gioia estrema potersi accovacciare in una sorta di portapacchi che la carrozzina elettrica presentava nella parte posteriore. Persona di un’intelligenza rara, mio zio manifestava un approccio alla sua disabilità molto pragmatico e poco pietista. In suo onore stavo cercando la possibilità di mettere al servizio la mia professionalità ed esperienza e di mettermi in gioco in un progetto che avevo solo esperito durante gli anni di tirocinio universitario.

Quando un collega condivise la richiesta del dottor Giuseppe Bonafini riguardante il progetto in Vallecamonica, pensai fosse perfetto.

Non lo nego, ci sono stati momenti di titubanza riguardo la mia abilità rispetto a un progetto così delicato, ma devo dire che l’entusiasmo e la voglia di mettermi in gioco abbiano prevalso.

 

Il mio ruolo

 

Essenzialmente il mio compito è quello di applicare quella che è la mia pratica quotidiana professionale in un contesto in cui i pazienti possono anche non aver mai avuto accesso alle cure dentali. Il mio compito è quello di applicare la prevenzione nelle sue tre forme: quella primaria, secondaria e terziaria. Per quella primaria si intende come obiettivo il mantenimento in salute della bocca ove non ci siano problemi. Con la secondaria si va a minimizzare gli eventuali problemi laddove esistenti e con la terziaria si evita il peggioramento della situazione già aggravata. L’obiettivo è molto semplice ed è mio compito condividerlo con i pazienti e i caregiver: migliorare la qualità della vita, evitando il più possibile interventi odontoiatrici ed eventuali ricoveri. Dove questi ultimi sono necessari, la salute della bocca consente di evitare che ci siano recidive e un mantenimento nel tempo più favorevole, oltre che all’esito stesso dell’intervento.

Durante la seduta adeguo le mie metodiche lavorative alle diverse situazioni e necessità, ponendo obiettivi raggiungibili e per gradi: sacrifico l’applicazione rigida di protocolli e privilegio metodiche semplici e collaudate. L’aspetto visivo e sensoriale viene tenuto in grande considerazione, utilizzando strumenti adatti al paziente.

L’aspetto delle istruzioni a casa è molto pratico, utilizzo degli strumenti che ci consentono di far provare al paziente la sensazione che proverà a casa, in modo tale da istruire anche il caregiver all’adeguato utilizzo.

Se foste interessati al progetto, sia come caregiver/pazienti o come professionisti non esitate a contattarmi!